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In viaggio da due anni per il sogno Mondiale Il brasiliano Zé do Pedal è partito da Parigi con un triciclo-kart a maggio del 2008 e il primo giugno arriverà a Johannesburg. Finora ha percorso 17mila chilometri, tra malaria, rapine, guerre civili e aggressioni. "Nel 1982 vidi il trionfo dell'Italia in Spagna. Quella volta gli azzurri mi fecero soffrire ma negli Stati Uniti nel 1994 mi sono rifatto. Adesso aspetto Kakà e Robinho..."
SUMBE (Angola), 1 febbraio 2010 - Zé do Pedal sta affrontando la salita che porta a Sumbe, cittadina a metà strada tra Luanda e Benguela. Berretto in testa per ripararsi dal sole che brucia, maglietta scolorita, scarpe da ginnastica, Zé do Pedal, per l'anagrafe José Geraldo Sousa Castro, 52 anni, nato a Viçosa (Minas Gerais), fotografo e operatore turistico, è impegnato nell'ultimo tratto di un viaggio in bicicletta cominciato il 10 maggio 2008 da Parigi e destinazione Johannesburg, Sudafrica, dove alle 15 in punto del 1 giugno si presenterà a piazza Nelson Mandela.
SENZA SOSTA — Questo è solo l'ultimo viaggio di una lunga serie di Zé do Pedal: il primo avvenne nel 1981, quando dal Brasile raggiunse la Spagna "e nel 1982 vidi l'Italia di Paolo Rossi vincere il mondiale. Come sta Paolo Rossi?". Zé do Pedal associa le sue imprese ad iniziative umanitarie. Questa che lo sta portando in Sudafrica sostiene una campagna per curare la cecità congenita (cataratte e glaucomi). Zé, chiamato anche Pepe Pedales, ha fatto il viaggio Brasile-Francia in aereo e il 10 maggio 2008 lasciò Parigi. La sua bicicletta è in realtà un triciclo-kart, al quale è agganciato un piccolo rimorchio, nel quale Zé trasporta vestiti, pezzi di ricambio, una scorta di cibo, macchine fotografiche. In questi 21 mesi, ha attraversato Francia, Spagna, Portogallo, Marocco, Sahara Occidentale, Senegal, Mauritania, Burkina Faso, Mali, Costa d'Avorio, Ghana, Togo, Benin, Nigeria, Gabon, Congo, Repubblica Democratica del Congo e Angola. Le prossime tappe saranno Namibia, Botswana e, infine, Sudafrica. Ha già percorso 17 mila chilometri, ha avuto due attacchi di malaria in Ghana e Gabon, è stato rapinato in Spagna, ha dovuto subire due aggressioni in Nigeria, il Paese più turbolento che ha visitato.
DIARIO DI VIAGGIO — Viaggia alla media di 60 chilometri al giorno. Si alza alle 5, alle 6 è in marcia, alle 18 si ferma, alle 20 va a dormire. Consuma tre pasti il giorno, soprattutto pasta e riso. "La terza tappa di questo viaggio, Lagos-Luanda, è stata la più difficile in assoluto, soprattutto a causa della guerra civile che dalla metà del 2008 sta dilaniando la Repubblica Democratica del Congo. Il governo congolese mi ha offerto una scorta, ma il costo era eccessivo e non potevo permettermelo. A quel punto, ho affrontato da solo il tratto dalla capitale a Singosolo. Un altro tragitto difficile è stato quello nigeriano. A Lagos mi sono trovato in mezzo agli scontri tra la polizia e il gruppo radicale islamico Boko Haram. Lasciata Lagos, ho subito due aggressioni. La prima volta sono stato salvato da un gruppo di persone che viaggiava in un van, la seconda è stata la polizia a mettere in fuga gli assalitori. La Nigeria è un Paese affascinante, ma è un inferno. E' l'unico posto nel quale non tornerei, la vita è in costante pericolo. I più curiosi sono stati i senegalesi, che mi hanno accompagnato per un tratto del viaggio, gli angolani il popolo che mi ha accolto con maggior calore. Attraversare il deserto del Sahara è stato un'impresa mistica. Il caldo è terribile. Il Paese più bello è il Marocco: la natura è straordinaria".
matto per Kaka' — Quanto al calcio, "tifo Brasile e Atletico Mineiro, stravedo per Kakà e Robinho, ma mi piace il bel calcio in generale. L'Italia mi ha dato gioie e dolori. In Spagna vissi l'incubo della sconfitta per 3-2 al Sarrià di Barcellona, con i tre gol di Paolo Rossi. Negli Stati Uniti ci fu la rivincita con la vittoria in finale ai rigori. Ricordo benissimo il tiro di Baggio, uno dei più grandi giocatori che ho mai visto su un campo di calcio. Il fatto che sia stato un fuoriclasse come lui a sbagliare il rigore decisivo è una delle tante storie misteriose ed affascinanti di questo sport. So che anche Baggio è impegnato in iniziative umanitarie. Se lo incontrate, portategli i saluti di Zé do Pedal, fotografo e viaggiatore, grande appassionato di calcio". Stefano Boldrini
_________________ QUANDO CANTERAI LA TUA CANZONE E TE NE FREGHERAI DI QUANTO PIOVE Victoria Concordia Crescit è sempre per lo stesso motivo... è sempre per la stessa strada,sono sempre gli stessi sorrisi, è per ogni maledetta domenica

 MERITIAMO DI PIù.LOMBARDI GO HOME
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